Institute for Research on Innovation and Services for Development

Resilience - Innovation - Sustainable Development Transparency – Organization – Meritocracy

Nel lungo articolo, pubblicato su “Wall Street Italia”, lo ‘studio sui Campi Flegrei’, che cita testualmente:

“In particolare, il tema è stato affrontato e approfondito nel dettaglio da una ricerca intitolata “I rischi catastrofali. Azioni di mitigazione e gestione del rischio”, scritta da Antonio Coviello (ricercatore CNR-IRISS e docente di Marketing Assicurativo nell’Università Suor Orsola Benincasa di Napoli) e Renato Somma (ricercatore INGV ed associato CNR-IRISS), al quale hanno contribuito esperti e ricercatori di varie afferenze e competenze, pur non avendo pretesa di esaustività o di proposte definitive per la soluzione dei problemi esposti, costituisce tuttavia una disamina avanzata e multidisciplinare dei problemi posti dai rischi maggiori, anche in relazione ai cambiamenti climatici ed al recente fenomeno pandemico. Lo studio ha dimostrato che gli impatti dell’emergenza nei Campi Flegrei potrebbero essere parecchio onerosi, specie senza la necessaria opera di prevenzione”. (…)

December 5th, 2023

Il 29 novembre 2023, presso la Sala D’Ambrosio del Centro LUPT dell’Università degli Studi di Napoli Federico II, si è tenuta una tavola rotonda: “Pratiche innovative per uno sviluppo sostenibile di comunità resistenti”. L’evento, organizzato nell’ambito del progetto “Calabria Creative Living Lab” (CALL), ha permesso di costruire un confronto tra diversi casi studio individuati nel contesto del progetto Calabria Creative Living Lab.

Il progetto “CALL (CAlabria creative Living Lab)”, sviluppato dall’azienda Auris Scarl in partenariato con il CNR-IRISS, propone un approccio fondato su una logica incrementale per i processi di valorizzazione culturale della Regione Calabria.

A partire dall’analisi dei fabbisogni esplicitati dai tre comuni pilota Comune di Squillace, Stalettì, Taverna in una prima fase, la giornata è inquadrata come parte della costruzione del sistema della conoscenza attraverso lo studio delle pratiche nazionali ed internazionali e l’analisi del contesto territoriale dei casi studio.

Dalla costruzione di un “Database delle pratiche nazionali ed europee”, la tavola rotonda ha restituito una lettura dei casi studio comparata, esaminando:

  • Processi e Approcci: L’analisi ha messo in luce le strategie adottate per lo sviluppo e la valorizzazione del territorio, evidenziando come l’innovazione possa essere applicata per rispondere efficacemente ai bisogni delle comunità.
  • Attori Coinvolti: Si è discusso il ruolo cruciale della collaborazione tra enti pubblici, imprese, comunità locali e stakeholders nel promuovere pratiche di sviluppo sostenibile e inclusivo.
  • Strumenti di Innovazione: L’evento ha esplorato l’importanza dell’innovazione tecnologica, sociale e imprenditoriale, con un focus sulle imprese culturali creative come motore di cambiamento e crescita.
  • Valorizzazione del Patrimonio e Rigenerazione Urbana: Sono state discusse azioni concrete per la valorizzazione del patrimonio culturale e per la rigenerazione urbana, enfatizzando l’importanza dell’inclusione e della partecipazione attiva della comunità.
  • Ostacoli Incontrati: Un’analisi degli ostacoli giuridici, ambientali, culturali e tecnologici ha offerto spunti per future strategie volte a superare le sfide nel percorso.

Il seminario è stato coordinato da Emanuela Coppola docente DiARC Università Federico II e Associata CNR-IRISS e Eleonora Giovene di Girasole Ricercatore CNR-IRISS. La giornata è stata aperta dai saluti istituzionali di Marina Albanese, Direttrice del Centro LUPT, Massimo Clemente, Direttore del CNR-IRISS, e Fortunato Cozzupoli di AURIS e Coordinatore del Progetto CALL, che hanno sottolineato l’importanza della collaborazione e dell’innovazione per la valorizzazione del territorio.

Organizzato da LUPT e CNR-IRISS, con il patrocinio dell’INU Campania e grazie al contributo di ricercatori, artisti, attivisti, mediatori territoriali e operatori nel campo della costruzione di processi partecipativi, l’evento ha sottolineato l’importanza di un approccio integrato e collaborativo al governo del territorio basato sulle pratiche comunitarie, attraverso la valorizzazione del patrimonio culturale e l’adozione di tecnologie innovative.

Gli interventi alla tavola rotonda “Pratiche innovative per uno sviluppo sostenibile di comunità resistenti” hanno coperto una vasta gamma di temi e progetti che riflettono l’impegno verso lo sviluppo sostenibile e l’innovazione nei territori coinvolti.

Latronico: A cielo aperto di Pasquale Campanella e Bianco-Valente ha esplorato le possibilità di utilizzare l’arte e lo spazio pubblico per rivitalizzare le comunità e creare nuove forme di interazione sociale e culturale.

Il progetto di arte pubblica a Latronico si propone di realizzare una ‘residenza di comunità’ e di contribuire alla costruzione di un museo diffuso all’aperto, coinvolgendo artisti nella creazione di opere permanenti in dialogo con l’ambiente montano e intervenendo nello spazio urbano con progettualità partecipate. Questa iniziativa, avviata nel 2008, ha trasformato la parte antica del paese in un “museo diffuso” che mira a riconnettere gli abitanti con i loro vicoli spopolati.

Il progetto mira a sperimentare nuovi modelli di progettazione urbana, utilizzando l’arte come strumento di sviluppo territoriale. Gli artisti, attraverso residenze e interventi, collaborano con le comunità locali per reinterpretare la storia del luogo e costruire un patrimonio culturale condiviso. L’obiettivo è superare l’ornamentazione vuota dell’arte pubblica, favorendo il coinvolgimento significativo delle persone e promuovendo la condivisione pubblica di valori e significati.

Il processo artistico a Latronico, iniziato nel 2008, ha generato un dinamico network attraverso collaborazioni con artisti come Bianco-Valente, Pasquale Campanella, e altri. La residenza di comunità, workshop, e opere permanenti hanno plasmato uno spazio pubblico unico. L’approccio immateriale dell’arte, incorporato nella narrazione della comunità, si traduce in esperienze durature che contribuiscono alla costruzione di un “museo diffuso.” Gli artisti, accolti presso lo Spazio per il Contemporaneo, promuovono una nuova forma di convivialità, trasformando il territorio e sostenendo l’innovazione sociale attraverso l’arte partecipata.

Il borgo-museo di Luicciana-Cantagallo presentato da Daniela Poli, ha mostrato come un borgo possa trasformarsi valorizzando il patrimonio storico e culturale.

La ricerca si inserisce nel contesto della rigenerazione urbana, con particolare attenzione alla località di Luicciana. Il borgo, caratterizzato da un ricco patrimonio storico e artistico, è al centro di un processo volto a valorizzarne l’identità culturale e a riconnetterlo al contesto paesaggistico circostante. Tale iniziativa si propone di attivare sinergie tra la comunità locale, gli artisti e gli attori del territorio, con l’obiettivo di trasformare Luicciana in un polo di riferimento per l’arte pubblica, l’arte ambientale e il museo all’aperto.

Il progetto mira innanzitutto a riattivare i circuiti artistici preesistenti, promuovendo un coinvolgimento attivo della comunità locale. Gli obiettivi specifici includono la valorizzazione del patrimonio storico, la creazione di residenze d’artista, l’implementazione di progetti di digitalizzazione e la diffusione dell’arte nel territorio circostante. L’accento è posto sulla creazione di reti orizzontali di cooperazione nel contesto rurale, con particolare attenzione a iniziative di mobilità dolce, turismo sostenibile e valorizzazione delle attività agricole.

Il percorso di ricerca ha prodotto un circuito d’arte ambientale, arricchendo il paesaggio di opere site-specific e land art. La collaborazione tra artisti, comunità e istituzioni ha permesso la realizzazione di interventi di restauro e di nuove opere nel nucleo storico di Luicciana. L’attuazione di iniziative innovative, come l’Ecomuseo e il Parco di Arte in Natura, ha contribuito a rafforzare l’identità del borgo. L’approccio inclusivo ha coinvolto attivamente la popolazione, posizionando l’arte come elemento centrale per la rigenerazione e la costruzione di un modello sostenibile per il territorio.

La rivoluzione delle seppie con il caso Belmondo di Rita Elvira Adamo si propone come un innovativo approccio alla progettazione urbana, basato sulla connessione profonda tra le persone e i luoghi che condividono. Concentrandosi su Belmonte Calabro, questo lavoro collaborativo si inserisce in un contesto più ampio della sfera pubblica, mirando a massimizzare il valore condiviso attraverso processi partecipativi. La prospettiva del design urbano si fonde con l’attenzione alle identità culturali e sociali del territorio, avviando un processo di trasformazione sostenibile.

Il progetto intende promuovere una migliore progettazione urbana, facilitando modelli d’uso creativi con attenzione alle identità culturali e sociali del territorio che definiscono il luogo e ne supportano le trasformazioni. L’ecosistema entro cui si agisce è determinato dalla domanda sociale e culturale, rivolta ad affrontare le problematiche conseguenti agli effetti della globalizzazione e dello spopolamento delle aree marginali. La costruzione di nuovi spazi ad uso pubblico, l’intervento temporaneo, il recupero del patrimonio cittadino e della memoria del luogo sono solo alcuni degli obiettivi del progetto BelMondo che nasce dalla volontà di dare forma concreta all’idea di un luogo aperto, inclusivo e in costante trasformazione culturale e sociale.

Il processo in corso, avviato nel 2017, ha generato un network dinamico attraverso eventi come Crossings, residenze, simposi e laboratori. La Casa di BelMondo, insieme a progetti come TranGuilla, rappresenta il fulcro fisico di questa innovativa rigenerazione urbana, creando uno spazio dove l’architettura partecipata ha trasformato immobili pubblici, inclusi il Mercato ortofrutticolo e la creazione di una Piazza Mercato simbolica. Parallelamente, l’immaginario di BelMondo offre uno spazio virtuale per sessioni collettive a distanza, contribuendo a definire l’identità e il futuro di questo territorio.

Territorintraprendenti-Percorsi per una comunità in movimento, riflessiva e generativa nei luoghi del possibile di Alfonso Raus ha messo in luce iniziative volte a stimolare la partecipazione comunitaria.

Si configura come un progetto di trasformazione e rigenerazione del territorio di Roccaporena di Cascia, basato sulla partecipazione e il confronto costruttivo. L’obiettivo principale è contribuire allo sviluppo del territorio partendo dagli elementi della sua identità, coinvolgendo la comunità locale e risorse umane provenienti da livelli regionali e nazionali. Il progetto mira a costruire una “comunità di riferimento” attraverso pratiche collaborative, promuovendo la creazione di una rete di attori e territori.

Utilizza il Capability approach per valorizzare le conoscenze, esperienze, competenze e attitudini locali come risorse chiave per affrontare le sfide della comunità e dell’economia locale. Il progetto si concentra sulla creazione di strutture interconnesse di empowerment e abilitazione attraverso un processo multidirezionale di rigenerazione. La piattaforma collaborativa “Territori Intraprendenti” è centrale, fungendo da infrastruttura che permette al territorio di definirsi come attore collettivo, incorporando il capitale fisico e socio-culturale latente.

Propone la costituzione di un Distretto Digitale Territoriale, utilizzando “Territori Intraprendenti” per coinvolgere la comunità nella co-progettazione e nello sviluppo di iniziative condivise. Il progetto prevede iniziative come la creazione di un Distretto del Turismo Lento e Responsabile, laboratori di autocostruzione, residenze in cohousing per l’arte e la cultura, promozione di una Comunità Energetica ecosostenibile e la valorizzazione del patrimonio di Roccaporena. Gli spazi di azione e di relazione promuovono l’inclusione e l’empowerment, creando percorsi condivisi tra scuole e comunità attraverso strumenti digitali innovativi. Le pratiche artistiche partecipative diventano un terreno fertile per nuove forme di responsabilità e azione sociale, contribuendo a una trasformazione significativa della realtà locale.

La diffusione di progetti territoriali da parte degli artisti sottolinea le azioni generative delle pratiche artistiche e culturali attraverso la collaborazione comunitaria. La tavola rotonda ha coinvolto gli attori che hanno attivato questi processi e hanno così contribuito a sviluppare connessioni vibranti e significative tra individui e il loro contesto culturale e geografico.

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November 29th, 2023

Un recente dibattito riapre la questione del commoning come modalità di uso e gestione delle risorse. Il tema è maggiormente sentito in ambito urbano, laddove si lamenta, da un lato, il diffuso default degli strumenti di pianificazione (piani urbanistici), forse troppo complessi per il necessario e frequente bisogno di aggiornamento cosi come delle ricette di policy che non riescono ancora a reindirizzare i gravi problemi connessi alla gestione del Debito, cosi come dei numerosi casi di abbandono di beni immobili nonché dell’ampio sottoutilizzo degli spazi pubblici. Rispetto a tali problematiche, appunto, la formazione di comunità ispirate al principio dei commons è riuscita a fornire risposte interessanti.

Ma che cosa sono i commons? Che cosa significa ispirarsi ai loro princìpi? E perché, in alcuni casi, sembrano rispondere meglio dell’impresa, sia di quella pubblica che privata, ai bisogni dei cittadini e della economia locale nel suo complesso? Pur nella diversità che caratterizza le diverse comunità, il nostro discorso cercherà di indirizzare alcuni di questi quesiti e di rivedere al meglio le stesse domande, che sempre più diffusamente si pongono in questa materia.

Un altro tema che ritorna con maggiore forza, riguarda la differenza tra le città rispetto al fenomeno della formazione di queste comunità. Allorché alcune città o regioni sembrano più ricche di altre rispetto a questo tipo di azione collettiva. Laddove, forse la variabile più significativa è quella della relazionalità che si esprime nella società e che, in diversi modi, riesce a interessare anche le dinamiche alla base degli scambi economici.

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November 22nd, 2023

L’urbanistica e la pianificazione urbana sono state da sempre considerate discipline prettamente tecniche e dunque afferenti a un dominio “oggettivo”, neutro. Già da alcuni anni questa presunta neutralità viene messa in discussione da progettiste, studiose, ricercatrici, attiviste.

Allo stesso tempo la pandemia e le crisi ambientali, insieme ai cambiamenti delle condizioni della vita contemporanea (lavoro da casa, agile, smart, autoimprenditoria), richiamano l’esigenza della costruzione di città e politiche urbane centrate sulle esigenze della vita quotidiana, sul benessere delle popolazioni e sulla partecipazione: città della prossimità in cui sia possibile conciliare i diversi aspetti della vita – lavoro, cura, benessere personale – e coltivare i legami sociali. Tali indirizzi richiedono orientamenti non oggettivi, ma che nascono dall’ascolto, dalla capacità di cura e di attenzione alle necessità dei luoghi e dei loro abitanti per elaborare proposte progettuali e politiche che mettano al centro il benessere urbano diffuso, partendo dalla dimensione della prossimità e delle differenze.

L’importanza di un approccio gender sensitive è stata recentemente ribadita anche a livello europeo, laddove la Strategia per la parità di genere 2020-2025 sottolinea la volontà e la richiesta esplicita di inserire sistematicamente una prospettiva di genere in ogni fase di elaborazione delle politiche in tutti i settori di azione dell’UE. Si tratta di una sollecitazione importante che, per essere applicata, richiede a chi si occupa della costruzione e dell’attuazione di politiche pubbliche un impegno consapevole e responsabile per porre fine alla violenza di genere, combattere gli stereotipi, ripensare in profondità gli spazi dell’abitare, i servizi, le economie, le opportunità? di lavoro, i processi decisionali.

In questo contesto, il Master “Città di Genere. Metodi e tecniche per la pianificazione e progettazione urbana e territoriale” si configura come risposta alle tante sollecitazioni emerse in contesti sociali e politici di livello nazionale e internazionale, mirando a promuovere una formazione gender sensitive sia come approccio tematico, sia come approccio specifico di formazione avanzata.

Organizzato dall’Università di Firenze in collaborazione con l’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Cnr-Iriss) del Dipartimento scienze umane e sociali, patrimonio culturale (Cnr-Dsu); Politecnico di Bari; Università Federico II; Università di Palermo; Università La Sapienza di Roma e Università di Trieste, il Master si rivolge a laureate e laureati magistrali in qualsiasi disciplina con l’obiettivo di promuovere e applicare l’approccio di genere in ogni ambito della progettazione, della pianificazione, delle politiche urbane e territoriali nel campo della ricerca, della pubblica amministrazione e della libera professione. Lezioni, seminari e incontri illustreranno teorie, visioni e proposte progettuali che verranno testate nelle attività laboratoriali, sperimentando idee e soluzioni adatte ai diversi contesti lavorativi e di indagine.

Gabriella Esposito, prima ricercatrice Cnr-Iriss, partecipa alle attività del Master in continuità con le ricerche sul tema della questione di genere, trasversale a diversi Istituti del Dipartimento Scienze Umane e Sociali, Patrimonio Culturale del Cnr e con il progetto di ricerca Cnr-Iriss “Laboratorio Pratiche spaziali e questioni di genere per l’inclusione sociale” di cui è responsabile scientifico.

L’offerta formativa del Master è articolata in 10 moduli didattici, al termine di ciascuno dei quali sono previsti laboratori per mettere alla prova e valutare le conoscenze e competenze acquisite. Al termine del corso i/le discenti avranno acquisito le seguenti conoscenze/competenze/abilità:

– conoscenze e competenze legate al pensiero delle donne, in particolare in ambito urbano e ambientale,

– conoscenze delle principali politiche, piani, progetti gender sensitive a livello nazionale, europeo e internazionale rispetto alla città, all’abitare, agli spazi pubblici e di prossimità, all’ambiente e territorio,

– abilità di ascolto, lettura critica della realtà urbana in chiave gender sensitive e inclusiva,

– competenze di pianificazione e progettazione interattiva.

Modalità di erogazione didattica: sarà possibile seguire il corso sia in presenza (Prato e Firenze) sia da remoto. Le lezioni si svolgeranno il venerdì pomeriggio (h.14.30-18.30) e nella giornata del sabato (h.9.30-18.00). Saranno rese disponibili le registrazioni delle lezioni.

Evento informativo: mercoledì 22 novembre 2023, dalle ore 18.00 alle 19.30 le docenti del master incontreranno online le persone interessate a partecipare al master per ulteriori informazioni e approfondimenti. Link per partecipare: https://meet.google.com/que-hppq-uxf

Le domande di ammissione al Master dovranno essere inviate entro il 15 dicembre 2023 h.12.30 al seguente link: https://ammissioni.unifi.it/INFO/DETTAGLIO?key=2574

La quota di iscrizione al Master è di 2.000 euro. Il 16 gennaio 2024 sarà pubblicata la graduatoria delle persone ammesse a frequentare il Master, che dovranno perfezionare la propria iscrizione entro il 31 gennaio 2024 insieme versamento della prima rata, secondo le modalità presenti nel bando. La quota di iscrizione è di 2000€ da versare in due rate con possibilità di borse di studio.

La partecipazione al Master prevede il riconoscimento di 20 CFP dell’Ordine degli Architetti. Trattandosi di un percorso formativo innovativo, si sta esplorando la possibilità di ottenere il riconoscimento di CFP di ulteriori ordini professionali.

Per informazioni e pre-iscrizioni, scrivere a master_pianificazione_genere@dida.unifi.it

Per informazioni:
Gabriella Esposito
CNR – Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo
g.esposito@iriss.cnr.it
081/2470958

Vedi anche:

November 21st, 2023

I cambiamenti climatici, le recenti crisi energetiche e sanitarie, le criticità emergenti che possono impattare sulla business continuity, rendono necessario un approccio integrato nella gestione del patrimonio e dei beni aziendali, che risponda efficacemente alle nuove esigenze di “tutela” degli asset, siano essi fisici (immobiliari, strumentali, etc.) o immateriali (reputation, adesione ai valori ESG, etc.).

Gli argomenti trattati da Coviello nel Panel: “Conoscere e monitorare per tutelare” sono stati i seguenti: Monitorare per prevenire e tutelarsi da rischi legati ai cambiamenti climatici; monitorare per prevenire rischi di business continuity; la mappatura dei rischi come strumento di tutela aziendale; le coperture assicurative contro i rischi da calamità naturali.

Media

November 15th, 2023

Il CNR – Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo ai fini della realizzazione del progetto DUS.AD019.012 “Caratterizzazione dell’attività alieutica e delle risorse ittiche nelle acque siciliane, per praticare una pesca sostenibile, basata sulle conoscenze” denominato KbF (Knowledge_based_Fishing) CUP: J79J22000790007, intende avvalersi della collaborazione di un esperto di elevata professionalità per lo svolgimento della seguente attività: Definizione dell’architettura, dell’interfaccia e del protocollo per la fruizione inclusiva di una piattaforma decisionale nel settore della pesca sostenibile.

Competenze richieste:

  • Laurea Magistrale in Architettura
  • Esperienza pregressa in progetti di civic engagement nell’ambito di processi decisionali e di codesign
  • Conoscenza di pacchetti per la content analysis e di piattaforme decisionali
  • Conoscenza della lingua inglese.

Requisiti del collaboratore:

  • Esperto di design, civic engagement e processi partecipati nell’ambito di decision-making processes

October 18th, 2023

October 16th, 2023

October 11th, 2023

Si è tenuto a Napoli, il 28 e 29 settembre scorso, presso l’Università degli Studi di Napoli “L’Orientale”, il 15° Workshop della Food and Agriculture Organization (FAO) delle Nazioni Unite in tema di  “Fish Price Index” (FPI).

Il workshop annuale FAO sul FPI rappresenta un’importante opportunità di confronto e collaborazione tra gli esperti coinvolti, al fine di analizzare le tendenze recenti e i nuovi sviluppi, fornendo al contempo un forum di discussione sui possibili miglioramenti e sulla direzione futura del progetto.

Il “Fish Price Index” (FPI) della FAO è pubblicato regolarmente nel Food Outlook della FAO, anche se non è ancora stato incluso nell’Indice ufficiale dei prezzi alimentari della FAO (FAO Food Price Index – FFPI). Esso si basa sulle statistiche commerciali in quanto i prodotti ittici sono fortemente commercializzati a livello internazionale, esponendo i prodotti ittici non commercializzati alla concorrenza dei prezzi delle importazioni e delle esportazioni. I dati commerciali facilmente aggiornati possono quindi rappresentare (proxy) i prezzi interni dei prodotti ittici che sono difficili da rilevare in molte regioni e costosi da aggiornare con una copertura globale. Il FPI riflette generalmente la scarsità di prodotti ittici, ma può anche essere separato in indici per tecnologia di produzione, specie ittiche o regione, e suddiviso in prodotti da cattura e da acquacoltura.

Valentina Rossi, prima ricercatrice del Cnr-Iriss è stata invitata a partecipare al workshop in qualità di esperta di diritto internazionale, in quanto le ricerche in corso sono tese ad ampliare le indagini condotte, approfondendo, inter alia, come e in che misura la dimensione sociale e quella ambientale possano e debbano essere rilevate e considerate a integrazione di quella prettamente economica, in un’ottica di sostenibiltà.

Per informazioni:
Valentina Rossi
CNR – Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo
Via Guglielmo Sanfelice 8, 80134, Napoli
valentina.rossi@cnr.it
081/2470990

Vedi anche:

October 9th, 2023

October 7th, 2023

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