LOG.I.CA – Piano formativo finalizzato alla creazione di nuova occupazione nel Mezzogiorno

Responsabile Scientifico IRISS

Focus

La fase A  Ricerca-Azione sui fabbisogni formativi nell’area logistica, ha previsto il coinvolgimento di Operatori del settore ed Osservatori privilegiati. Dall’analisi delle competenze richieste sia da parte degli Operatori che degli Osservatori emerge sostanzialmente una figura che combina due figure professionali: il logistico industriale e quello che possiamo definire il logistico territoriale.
Il territorio acquista una  centralità per  gli Osservatori, mentre gli Operatori appaiono chiaramente più concentrati sulla gestione pratica e sulla soluzione dei problemi del settore.
La nuova figura, di cui si sentirebbe necessità, si colloca in azienda, a un livello gerarchico medio-alto. In effetti, la figura che potrebbe collocarsi all’interno di enti pubblici e amministrazioni locali è idealmente superiore a questa ed è il pianificatore vero e proprio, vale a dire colui che si occupa di progettare e gestire le infrastrutture per la logistica.
Se è vero che si tratta di una figura professionale il cui profilo è stato delineato prevalentemente dagli Osservatori, è altrettanto vero che ampio spazio viene occupato dagli Operatori nel mettere in risalto la necessità di competenze sistemiche per il logistico industriale. In altri termini, se da un lato gli Operatori descrivono quasi esclusivamente la figura del logistico industriale, dall’altro riconoscono che i confini della competenza che questa figura deve possedere risultano oggi dilatati rispetto al passato. Essi devono infatti includere necessariamente competenze di analisi sistemica, a fronte dei cambiamenti intervenuti nel settore. Una sorta di domanda inespressa di un determinato tipo di formazione di cui si avverte la necessità in uno scenario dalle mutate condizioni ambientali. È come se la visione degli Operatori fosse tutta interna al settore, mentre lo sguardo degli Osservatori si spingesse oltre cosa questa consentita dalla particolare posizione occupata , proiettando possibili scenari futuri. Allo stato attuale dunque gli Operatori situano i confini della loro visione entro il settore della logistica, mentre per gli Osservatori essi si estendono fino ad inglobare il territorio. Quello di cui si colgono i segni nei discorsi degli Osservatori potrebbe essere, per il futuro, la gemmazione di una nuova figura di esperto della logistica, vicina a quella che stiamo tentando di descrivere. Del resto, come abbiamo notato, gli Operatori non sembrano avere consapevolezza della centralità che il problema ambientale assumerà nei prossimi anni: com’è nell’ordine delle cose, gli Operatori gestiscono il presente, mentre spetta agli analisti individuare le tendenze di sviluppo.