Institute for Research on Innovation and Services for Development

Resilience - Innovation - Sustainable Development Transparency – Organization – Meritocracy

Foto 1 - Il MARQ di Alicante e le tecnologie al servizio della cultura

Nel settore dell’innovazione tecnologica applicata alla fruizione del patrimonio culturale un esempio, non recentissimo, eppure di valore riconosciuto e consolidato, è fornito dal MARQ, Museo archeologico di Alicante [Foto 1-2], in cui sono ospitate, oltre ad esposizioni temporanee (come quella in corso, dedicata alle dinastie cinesi Qin e Han, che spaziano per quattro secoli simmetricamente distribuiti a cavallo della nascita di Cristo [Foto 3]), collezioni di reperti relativi alla preistoria, storia antica locale (iberica e romana), periodo medievale ed età moderna.

L’organizzazione del materiale esposto si giova di una pianta simmetrica [Foto 4] che consente, di per sé, una fruizione ordinata.

Oltre ad essere un’istituzione professionale e un importante spazio educativo, il Museo offre anche un’esperienza spettacolare e divertente, fornendo ai visitatori l’opportunità di conoscere i vari metodi e le tecniche associate all’archeologia. Descrizioni ‘immersive’ compaiono in tre gallerie appositamente dedicate a: Archeologia sul campo, Archeologia urbana e Archeologia subacquea. Diversi diorami, presentazioni audiovisive e interattive forniscono ai visitatori una visione dettagliata delle tecniche utilizzate dagli archeologi per scoprire il passato [v. video infra]. Inoltre, il museo dispone di vari spazi espositivi per mostre temporanee ed è dotato di una gamma completa di installazioni per intraprendere una varietà di progetti di indagine, conservazione, restauro, catalogazione e divulgazione.

Nel Museo le varie gallerie sono collegate da sezioni introduttive tematiche che danno continuità cronologica agli allestimenti e che sono arricchite da console interattive presso le quali è possibile accedere ad informazioni dettagliate sui siti, comprese le descrizioni degli oggetti archeologici esposti e le spiegazioni sui diversi modi di vita delle varie culture. Sono disponibili audioguide che, in alcuni casi – ossia se non si conosce lo spagnolo o il valenciano (uniche lingue presenti sulle didascalie non digitalizzate), sono indispensabili.

Video

June 6th, 2023

May 26th, 2023

May 25th, 2023

L’Istituto di ricerca su innovazione e servizi per lo sviluppo (Cnr-Iriss) di Napoli e Rotary Club Napoli Est hanno ospitato un seminario di presentazione del volume “Mixed by Erry. La storia dei fratelli Frattasio” di Simona Frasca, docente di etnomusicologia presso l’Università degli Studi di Napoli Federico II.

Raccontata di recente anche al cinema dal regista Sydney Sibilia, la storia di Enrico, noto a tutti come Erry, Giuseppe e Angelo Frattasio, è la storia di tre fratelli che in un contesto di illegalità diffusa – il quartiere Forcella di Napoli – tra gli anni ’80 e ’90 diedero vita ad un incredibile commercio di musicassette contraffatte, fino a diventare “la prima etichetta discografica in Italia”, capace di far arrivare sulle bancarelle le canzoni di Sanremo mentre il Festival era ancora in corso. Condannati dalla giustizia, i fratelli Frattasio hanno scontato la loro pena e oggi vivono nella legalità dedicandosi ad altre attività, pur conservando la passione per la musica.

La storia dei fratelli Frattasio offre spunti di riflessione sulla difficoltà di ben incanalare la creatività verso normali processi di sviluppo economico-sociale, in contesti sociali più vulnerabili. Forse, se fossero nati in un contesto di legalità, la loro intuizione si sarebbe potuta indirizzare diversamente, magari anticipando YouTube e Spotify e le più note piattaforme musicali di oggi.

L’autrice ha dialogato con Enrico Frattasio in un dibattito introdotto da Massimo Clemente, direttore del CNR-IRISS, e moderato da Antonio Coviello, ricercatore presso il medesimo Istituto.

Media

May 25th, 2023

PUBBLICA SELEZIONE PER IL CONFERIMENTO DI N: 1 BORSA DI STUDIO PER LAUREATI NELLE AREE SCIENTIFICHE DI INGEGNERIA, ARCHITETTURA, SCIENZE E TECNOLOGIE DELLA CHIMICA INDUSTRIALE, SCIENZE CHIMICHE, SCIENZE GEOLOGICHE, DA USUFRUIRSI PRESSO L’ISTITUTO DI RICERCA SU INNOVAZIONE E SERVIZI PER LO SVILUPPO (IRISS CNR), NELL’AMBITO DEL PROGETTO DUS.AD019.005 DAL TITOLO “REI-DEPURA” (RECUPERO ENERGETICO E IDRICO DA DEPURAZIONE ACQUE), CON COMMITTENTE: CONSAC GESTIONI IDRICHE SPA.

CUP: B19C22000040004

Scadenza: 18/06/2023

May 22nd, 2023

I rischi catastrofali - Azioni di mitigazione e gestione del rischio
I rischi catastrofali - Azioni di mitigazione e gestione del rischio

I rischi catastrofali – Azioni di mitigazione e gestione del rischio
CNR Edizioni 2022

“Di fronte ai disastri causati dalle alluvioni nel Centro-Nord ci troviamo per l’ennesima volta a discutere del nostro territorio fragile: sono circa 8 milioni gli italiani esposti ad alto rischio di frane o alluvioni mentre oltre il 93% dei Comuni è esposto a rischio frane, alluvioni e/o erosione costiera. Circa 21 milioni di italiani sono, inoltre, esposti a rischio sismico elevato ed oltre 3 milioni di persone abitano l’area a maggior rischio vulcanico al mondo, ossia entro 20 chilometri di distanza dalle possibili bocche eruttive dei vulcani campani, altamente esplosivi”.

Riassume così la situazione dei rischi da catastrofi naturali Antonio Coviello, ricercatore del CNR-IRISS (Istituto diretto da Massimo Clemente) che ha curato, con Renato Somma dell’Ingv, il volume ‘I rischi catastrofali. Azioni di mitigazione e gestione del rischio’, inserito nella nuova collana dell’Istituto IRISS e pubblicato da CNR Edizioni, in “open access” (scaricabile gratuitamente), alla stesura del quale hanno partecipato esperti di diverse discipline.

Media

May 20th, 2023

May 19th, 2023

I rischi catastrofali - Azioni di mitigazione e gestione del rischio
I rischi catastrofali - Azioni di mitigazione e gestione del rischio

I rischi catastrofali – Azioni di mitigazione e gestione del rischio
CNR Edizioni 2022

“Di fronte ai disastri causati dalle alluvioni nel Centro-Nord ci troviamo per l’ennesima volta a discutere del nostro territorio fragile: sono circa 8 milioni gli italiani esposti ad alto rischio di frane o alluvioni mentre oltre il 93% dei Comuni è esposto a rischio frane, alluvioni e/o erosione costiera. Circa 21 milioni di italiani sono, inoltre, esposti a rischio sismico elevato ed oltre 3 milioni di persone abitano l’area a maggior rischio vulcanico al mondo, ossia entro 20 chilometri di distanza dalle possibili bocche eruttive dei vulcani campani, altamente esplosivi”.

Riassume così la situazione dei rischi da catastrofi naturali Antonio Coviello, ricercatore dell’Iriss-Cnr che ha curato, con Renato Somma dell’Ingv ed associato Cnr-Iriss, il volume ‘I rischi catastrofali. Azioni di mitigazione e gestione del rischio’, edito dal Cnr, alla stesura del quale hanno partecipato esperti di diverse discipline. “I danni per eventi estremi meteo-idro in Emilia Romagna, dal 2013 al 2021, hanno avuto un costo di oltre 2,5 miliardi di euro, il più alto in Italia, a fronte di investimenti in progetti di prevenzione pari a circa 160 milioni di euro” aggiunge il ricercatore. “Per fare un raffronto con la Campania, che ha avuto in passato disastri altamente luttuosi come a Sarno e a Ischia, i danni sono stati in questa regione secondi solo all’Emilia Romagna, per un totale di circa 1.8 miliardi; ma qui gli investimenti nella prevenzione sono stati di circa 88 milioni’”.

Giuseppe De Natale, dirigente di ricerca Ingv e rappresentante Italiano della Iavcei (Associazione internazionale di vulcanologia) per gli organismi internazionali del Cnr, sottolinea: “Siamo tutti naturalmente focalizzati sugli eventi catastrofici del Centro e Nord Italia, ma non dimentichiamo che lo scorso anno eventi simili ad Ischia hanno causato 13 morti. Inoltre, da mesi l’area dei Campi Flegrei sperimenta una sismicità continua, di origine prevalentemente vulcanica, che sebbene di bassa intensità rappresenta un fattore di stress per gli edifici”.  “La zona rossa flegrea – continua De Natale – vale a dire quella che deve essere immediatamente evacuata in caso di eruzione imminente, contiene 600.000 persone, ma in realtà l’intera città di Napoli, circa 1 milione di persone, è contenuta nella zona gialla, ad altissimo rischio per la ricaduta di cenere e pomici che può facilmente causare il collasso dei tetti e quindi degli edifici. Il costo di un’evacuazione non programmata di 600.00 persone sarebbe di oltre 30 miliardi l’anno, costo che andrebbe moltiplicato almeno per alcune decine di anni. Oggi la priorità è valutare attentamente la vulnerabilità degli edifici ed il loro progressivo degrado in conseguenza di una sismicità continua di bassa intensità, ma questi territori vanno curati e tutelati”. Renato Somma, ricercatore dell’Ingv, associato dell’Iriss-Cnr e curatore con Coviello del volume Cnr sui rischi catastrofali, evidenzia: “Il monito che viene dalla ricerca è che il territorio italiano è estremamente fragile, soggetto ad una molteplicità di rischi, da quello idrogeologico a quello sismico e vulcanico, che vanno attentamente valutati e mitigati anticipandoli, perché ben noti. I 36 terremoti medio-forti avvenuti in Italia dal 1861 hanno causato oltre 150.000 vittime, ed il costo delle ricostruzioni, dal 1968 al 2016, è stato di oltre 125 miliardi di euro. La mitigazione dei rischi consiste essenzialmente nella prevenzione, e la possibilità di prevenzione è strettamente legata alla conoscenza”.

Per informazioni:
Antonio Coviello
CNR – Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo
Via G. Sanfelice n.8 – Napoli
a.coviello@iriss.cnr.it
0812470942

Vedi anche:

Immagini:

May 19th, 2023

Il workshop, ospitato e promosso dai Comuni di Montemurro e Grumento Nova in collaborazione con Fondazione Appennino ETS, si inquadra nell’ambito delle attività di ricerca sui temi della coesione territoriale e del riequilibrio a scala regionale della pressione antropica ed ha rappresentato l’avvio di una campagna d’ascolto in territori interessati da processi di progressiva marginalizzazione e depauperamento. Partendo dalle attività in itinere del progetto S.P.A.M. – Suoni di Pietra Appennino Mediterraneo (Regione Basilicata), che vede protagonista una rete di enti lucani con partner internazionali, il gruppo di ricerca interdisciplinare ha contribuito al percorso di civic engagement, di ri-scoperta delle vocazioni territoriali e di valorizzazione del patrimonio culturale materiale e immateriale.

Il gruppo di ricercatori “in-azione” che ha condotto l’iniziativa include quattro istituti CNR (IRISS, IRPPS, ISMED, IIC), il Centro di ricerca per le Aree Interne e gli Appennini (ArIA) dell’Università del Molise, la Fondazione Appennino e la Fondazione Città della Pace ed è in rete con l’Università della Basilicata, il CNR ISPC ed il Consorzio inter-Universitario per la previsione e la prevenzione dei Grandi Rischi (C.U.G.Ri.) delle Università della Campania.

Nel corso delle tre giornate sono state sviluppate attività di engagement e confronto tra ricercatori, rappresentanti delle istituzioni locali, della comunità educante e degli attori del settore culturale e creativo per discutere delle risorse della Val d’Agri, dei possibili driver per la valorizzazione del capitale naturale e socio-culturale del territorio e per l’empowerment delle comunità locali.

Al gruppo multidisciplinare di ricercatori guidato da Gabriella Esposito De Vita (IRISS) e Mario Paolucci (direttore IRPPS) hanno partecipato: Stefania Oppido, Valeria Catanese, Luisa Fatigati e Maria Scalisi del CNR-IRISS, Paolo Landri e Filippo Accordino del CNR-IRPPS, Fabrizio Clemente del CNR-IIC, Giuseppe Pace del CNR-ISMED e Luciano De Bonis del Centro ArIA dell’Università del Molise. Tra i focus delle attività lo studio dell’iniziativa internazionale della Scuola del Graffito Multistrato di Montemurro (presieduta, fino alla scomparsa, dall’urbanista Nicola Giuliano Leone), volano di un processo di rigenerazione culture-led, la Fondazione Sinisgalli, ed il Parco archeologico di Grumentum. Questi poli culturale dell’area formano oggetto di possibili sinergie per la valorizzazione di un’area recentemente inserita nell’ambito della Strategia Nazionale per le Aree Interne (SNAI).

Nel corso del workshop sono state, inoltre, sviluppate attività con le scuole di secondo grado “W.Gropius” e “da Vinci-Nitti” di Potenza per stimolare il confronto con gli studenti su questioni legate alla consapevolezza delle risorse del contesto, così come ai limiti percepiti dai giovani per la propria realizzazione personale e professionale e al senso di appartenenza delle giovani generazioni al proprio territorio.

Nell’ambito della campagna di ascolto si è avviato un tavolo di co-progettazione con i comuni della Val d’Agri interessati dall’attività estrattiva (Concessioni ENI-Total) per discutere di possibili percorsi di valorizzazione del patrimonio storico e culturale e di rigenerazione territoriale delle aree marginali in una prospettiva di transizione sostenibile. Il dialogo dei ricercatori con amministrazioni locali, stakeholder e comunità mira a costruire processi condivisi, individuando nella costruzione di reti territoriali un fattore strategico per ottenere la massa critica indispensabile ad innescare ed alimentare processi rigenerativi. La messa in rete di risorse, competenze e progettualità è anche alla base di un’ipotesi di ecosistema per l’innovazione della Val D’Agri configurata dal gruppo di ricerca (in attesa di finanziamento) in sinergia con amministrazioni comunali e associazioni del terzo settore.

Media

May 5th, 2023

Obiettivo dell’accordo firmato l’elaborazione di progetti comuni, condividendo il rispettivo patrimonio culturale, attraverso un proficuo incrocio delle competenze professionali presenti nelle strutture coinvolte.

In particolare, nel quadro delle rispettive missioni statutarie, CNR-IRISS e CONI-Campania manifestano il comune interesse di dar vita ad eventi, seminari e convegni ed altre attività congiunte che abbiano l’obiettivo di promuovere, divulgare e comunicare l’importanza della cultura dello sport nella prospettiva dello sviluppo sostenibile.

Lo sport svolge un ruolo sociale fondamentale, in quanto rappresenta uno strumento di educazione e uno straordinario catalizzatore di valori universali positivi. Lo sport è un veicolo di inclusione, partecipazione e aggregazione sociale nonché uno strumento di benessere psico-fisico e di prevenzione, specialmente nelle aree più disagiate del Paese, laddove lo sport può rappresentare una reale opportunità di sviluppo sociale per la comunità.

Le attività di studio e ricerca del progetto specifico attivato mirano alla definizione ed allo sviluppo di una nuova Cultura sportiva, tutela della salute e dell’ambiente, nonché sviluppo (e turismo) sostenibile e la conseguente determinazione di un insieme di “valori condivisi” tra le persone che operano nell’organizzazione delle imprese sportive agevolando creatività e lo scambio di interazioni nuove.

Responsabile scientifico del nuovo progetto di ricerca il ricercatore CNR-IRISS Antonio Coviello.

Media

May 2nd, 2023

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