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Dal futuro della speranza all’azione: il Cnr-Iriss al terzo congresso internazionale “The Future of Hope”
Si terrà il 29 ottobre 2025 presso l’Università Europea di Roma il Terzo Congresso Internazionale “The Future of Hope”, dedicato a esplorare la speranza come chiave interpretativa e forza trasformativa nelle società contemporanee. L’iniziativa è organizzata nell’ambito del progetto di ricerca triennale “The Future of Hope. An Interdisciplinary Dialogue”, promosso dal Centro per la Formazione Integrale (CeFI) dell’Università Europea di Roma, in collaborazione con la Federazione delle Università Cattoliche Europee (FUCE).
Il Cnr-Iriss (Istituto di Ricerca su Innovazione e Servizi per lo Sviluppo) parteciperà all’evento con la sessione tematica “From Hope to Action: Rethinking Sustainability”, co-organizzata da Giuseppe Pace, primo ricercatore dell’Istituto. La sessione sarà articolata in due momenti di approfondimento: From Rights to Action: Regenerating Communities through Ethics and Finance, dedicata al ruolo dell’etica e della finanza nella rigenerazione delle comunità, e From Ethics to Action: Building Peace and Sustainability in a Fragmented World, centrata sui processi di costruzione della pace e della sostenibilità in un contesto globale complesso.
Il Cnr sarà presente, inoltre, con Valentina Rossi e Natale Rampazzo (Cnr-Iriss) e Francesca Tolve (Unità Relazioni Internazionali Cnr), che interverranno con contributi dedicati ai temi del diritto, dell’etica, della sostenibilità e della cooperazione internazionale. Valentina Rossi esaminerà il rapporto tra diritti umani e tutela ambientale, evidenziando come il diritto a un ambiente sano, sicuro e sostenibile rappresenti oggi una dimensione essenziale dei processi di sviluppo equo e democratico, analizzando vantaggi e criticità dell’approccio basato sui diritti umani attraverso un caso significativo della pratica internazionale recente.
Natale Rampazzo proporrà una riflessione sul rapporto tra progresso tecnologico e valori umani, sottolineando la necessità di orientare l’innovazione verso modelli di sviluppo etici e sostenibili, in cui la dignità della persona e il bene comune guidino la transizione tecnologica verso una società più equa, inclusiva e responsabile.
Francesca Tolve, infine, illustrerà il ruolo della science diplomacy come ponte tra comunità scientifiche e decisori politici, mostrando come la cooperazione scientifica possa sostenere l’attuazione dell’Agenda globale per lo sviluppo sostenibile, favorire la cooperazione inclusiva, rafforzare le capacità istituzionali e contribuire a soluzioni di lungo periodo anche in contesti segnati da conflitti e fragilità.
Nel corso del congresso sarà inoltre presentato il volume open access The Future of Hope (Edizioni Studium, 2024, a cura di Renata Salvarani), che raccoglie gli atti del secondo congresso svoltosi a Bruxelles. Promosso dal Centro per la Formazione Integrale dell’Università Europea di Roma, il volume assume la speranza come categoria ermeneutica privilegiata per interpretare le sfide del nostro tempo – dall’intelligenza artificiale alla migrazione, dalla pace globale all’educazione inclusiva – e per costruire prospettive concrete di impegno e responsabilità condivisa.
Tra i contributi figura il capitolo di Giuseppe Pace, “No Plan, No Hope: Reclaiming Sustainability through Place-Based Transitions”, che propone una visione della sostenibilità come processo dinamico e culturalmente radicato di trasformazione sociale. Basandosi sui risultati del progetto europeo Trend – Transition with Resilience for Evolutionary Development e della COST Action Underground4Value, il contributo evidenzia come le transizioni sostenibili si fondino su approcci sensibili al contesto, capaci di connettere innovazione, equità e partecipazione civica. Reintroducendo la cultura nel discorso sulla sostenibilità, Pace invita a ripensare la pianificazione come atto riflessivo ed etico, capace di collegare la visione alla realtà e di restituire alle comunità un ruolo attivo nella costruzione di futuri giusti e condivisi.